LICEO FERMI

IL FERMI A GARANZIA DEL SOGGETTO

Il Liceo Scientifico “E.Fermi” di Milano è un liceo privato paritario fondato nel 1958.

Il progetto educativo del Liceo Fermi intende costruire un percorso formativo che metta ogni studente nelle condizioni di acquisire le conoscenze e le competenze previste dagli ordinamenti ministeriali per il conseguimento del diploma di liceo scientifico.

La garanzia di questo percorso formativo di ampia accoglienza si basa sul riconoscimento dell’unicità di ogni studente e della particolarità del rapporto di ognuno con il sapere. 

Il sapere non è posto come un sapere che sovrasti il soggetto, ne riduca le potenzialità e lo appiattisca nell’ oggettivazione della conoscenza, ma come elemento rispetto al quale ogni studente può essere messo al lavoro.

Le regole della convivenza e del lavoro scolastico, caratterizzate dalla trasparenza e dall’equità, garantiscono il diritto di ognuno.

Gli elementi fondanti il progetto sono essenzialmente due: 

- un sapere che non sovrasti il soggetto; 

- la garanzia del diritto di ognuno di lavorare per la propria formazione.

Il Fermi è un luogo dove si lavora perché ognuno abbia il riconoscimento della propria soggettività e abbia un posto dove poter mettersi al lavoro con serietà e impegno a partire dal proprio tratto di particolarità.

 

 

 

PIANO TRIENNALE OFFERTA FORMATIVA LICEO “E. FERMI”

Liceo Scientifico- Liceo Sportivo- Liceo Scienze Umane

Dirigente

Prof. Giuseppe D’Arrigo                             Collegio Docenti Liceo “E. Fermi”

 

Il piano triennale dell’offerta formativa (P.T.O.F.)

Il piano triennale dell’offerta formativa è il documento fondamentale di un’istituzione scolastica atto a rendere conto della propria dimensione culturale e progettuale. È elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per l’attività della scuola indicati dal dirigente scolastico. Nell’ambito dell’autonomia riconosciuta dalle normative vigenti, il presente documento rendiconta sugli obiettivi formativi ed educativi che il Liceo paritario Fermi si prefigge nel triennio 2018-2021. Ampio spazio viene inoltre dedicato all’area didattico-metodologica, soprattutto in relazione alle esigenze del contesto sociale e territoriale in cui la scuola si colloca e nel quale definisce la propria specificità.

 

Indice

Il liceo paritario E. Fermi:

·         Profilo storico

·         Finalità

·         Strutture

·         Organigramma

·         Organi collegiali

·         Studenti

·         Indirizzi del Fermi

 

 

Principi e parole chiave:

·         Orientamento psicopedagogico.

·         Un liceo fondato sul desiderio

·         Regole a tutela del soggetto discente

·         (La vera) inclusività

·         La prassi euristica

·         Attenzione al contesto territoriale: l’interesse per la cultura cinese

·         Rapporto con le famiglie

·         Formazione in servizio del personale

 

Ripensare ed innovare la didattica:

·         Centralità della spiegazione in classe

·         La didattica laboratoriale

·         Composizione delle classi

·         Attività di sostegno ai processi di apprendimento

·         Innovazioni

 

Offerta formativa

·         Liceo scientifico

·         Liceo delle scienze umane ad indirizzo economico sociale

·         Liceo scientifico ad indirizzo sportivo

·         L’insegnamento della lingua cinese

·         L’insegnamento dell’Italiano L2

 

Laboratori e sperimentazioni:

·         L’importanza di lavorare in gruppo

·         Il sistema di alternanza scuola/lavoro

·         Cinema

·         Scrittura creativa

 

 

Servizi aggiuntivi:

·         Esami di idoneità

·         Esami di stato per privatisti

 

·         Percorsi individualizzati

 

 

Il liceo paritario E. Fermi

 

Profilo storico

Nel 1958 l'ing. Nicola Longo insieme al suocero, l'ing. Attilio Maisano - figura importante della scuola privata milanese - fonda il Liceo “E. Fermi”, che in quello stesso anno ottiene il riconoscimento legale dal Ministero della Pubblica Istruzione. La sede si stabilisce in via Silvio Pellico 8. In poco tempo il liceo diviene un istituto superiore conosciuto e apprezzato. Dante Cavallotti, ottimo insegnante di lettere, rimane preside per venticinque anni dando al Fermi una credibilità invidiabile. Al prof. Enrico Georgiacondis – alla guida per circa due anni - subentra il prof. Sergio Borghi esperto in meteorologia (tra i fondatori dell’Associazione Osservatorio Meteorologico di Milano Brera) ed insegnante di fisica. Nel 1993 l’istituto si trasferisce in via Alfieri 12. Nel nuovo plesso scolastico, opportunamente ristrutturato e rinnovato, lo spazio a disposizione degli studenti è accogliente e funzionale. Dal ’94 ad oggi alla presidenza del Fermi c’è il prof. Giuseppe D’Arrigo, già da molto tempo prima punto fermo del parco insegnanti. 

Finalità

Un polo contro la dispersione scolastica: Oggi sembra che sia sempre più difficile studiare e fare studiare. Il disagio delle nuove generazioni non dà segni di poter essere in alcun modo lenito. Le statistiche che misurano il tasso di dispersione scolastica negli ultimi vent’anni sono allarmanti. Come rivela un recente dossier dell’Espresso (F. Sironi, Addio prof, in «L’Espresso», 9 settembre 2018) dal 1995 al momento presente circa il 30% degli iscritti al primo anno di scuola secondaria di secondo grado non porta a termine il ciclo di studi. Con buon senso e buone intenzioni, genitori e insegnanti cercano di convincere che è necessario studiare, che bisogna farsene una ragione. Ma questo, quand’anche portasse a dei successi parziali, non basta a limitare i danni del disimpegno, della disaffezione e della difficoltà scolastica. 

Il liceo Fermi da molti anni si pone come obiettivo di far fronte ad una simile situazione accogliendo studenti in difficoltà e fornendo loro una seconda possibilità di completare la formazione. Ogni crisi indica la necessità del cambiamento e ogni crisi è preziosa se, prendendone atto, si mettono in discussione gli strumenti tradizionali per cercare nuove e più adeguate modalità di gestione delle attività.

Prevenzione e trattamento del disagio scolastico: Gli ostacoli nel percorso scolastico, soprattutto nell’adolescenza, sono segnale e allo stesso tempo causa di sofferenza non solo per i ragazzi, ma per l’intera famiglia. Può accadere di conseguenza che si verifichino episodi di inciampo: anni scolastici non superati, problemi di disciplina tali da compromettere l’efficacia del lavoro scolastico, irregolarità nella frequenza, a volte persino somatizzazioni che non consentono allo studente di recarsi a scuola, di acquisire una propria identità, di socializzare con i coetanei. L’équipe del liceo Fermi lavora nel trattamento e sulla prevenzione del disagio scolastico, operando sulle esigenze particolari di ogni famiglia e di ogni studente.

Programmi ministeriali: Il progetto educativo del Liceo Fermi, con le sue peculiarità, intende costruire un percorso formativo che metta ogni studente nelle condizioni di acquisire le conoscenze e le competenze previste dagli ordinamenti ministeriali per il conseguimento del diploma. I programmi ministeriali sono il quadro di riferimento da cui enucleare la programmazione per le diverse classi e le diverse discipline.

Strutture

Il liceo è ubicato in via Alfieri 12, Milano. Dispone di 13 aule, una palestra, campi da calcio, pallacanestro, pallavolo, un’aula con proiettore, una nutrita biblioteca, una sala professori attrezzata con postazioni informatiche. Si allega un file contenente i dettagli relativi a planimetria e sicurezza.

 

Organigramma

L’équipe del Fermi, alla quale partecipano tutti gli operatori del liceo, è il centro del progetto. La conduzione delle attività didattiche è coordinata dal preside prof. Giuseppe D’Arrigo. Per ciò che riguarda le mansioni specifiche, si faccia riferimento al prospetto sinottico sottostante.

Preside: Giuseppe D’Arrigo

Vicepreside: Flavio Redaelli

Psicopedagogista: Donata Roma

Amministrazione: Domenica Beacco.

Segreteria: Emilia Teresa Piacente

Operatori scolastici: Laura Rizzi, Maurizio Amico

Lingua e cultura cinese: Li Ang, Li Qunlai, Yin Zekai

Docenti: Andrea Abbiati, Carmine Antonino, Valeria Barbuti, Nicolò Bianchi, Valeria Bonadie, Concetta Chirico, Vincenzo Congedo, Elena D’Alì, Giuseppe D’Arrigo, Silvia Fasanelli, Eleonora Gelardi, Francesca La Mantia, Michela Maddalena, Arnaldo Mazzola, Barbara Piozzini, Vincenzo Puca, Flavio Redaelli, Francesco Riva, Daniele Signa, Isabella Paola Stoja, Donatella Zazzi

 

Organi collegiali

La Legge sulla parità scolastica (L.62/2000), all’art. 1 prevede espressamente per le scuole paritarie l’impegno ad attuare la istituzione ed il funzionamento di organi collegiali improntati alla partecipazione democratica. 

Assemblea dei genitori 
I genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea tra di loro per discutere di problemi che riguardino aspetti di carattere generale della scuola o delle classi frequentante dai propri figli. 

Periodicamente il preside convoca l’assemblea dei genitori (articolo 15 del Decreto Legislativo 297 del 16 aprile 1994 e successive modifiche) per gruppi di classe relativamente all’ordine del giorno dell’assemblea (biennio, triennio, quinte, singole classi).

Consigli di classe 
I genitori possono far parte, se eletti, dei consigli di classe

Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto per eleggere loro rappresentanti in questi organismi. È diritto di ogni genitore proporsi per essere eletto.
L'elezione nei consigli di classe si svolge annualmente entro il 31 ottobre, con procedure semplificate.
Il consiglio di classe si occupa dell'andamento generale della classe, formula proposte al dirigente scolastico per il miglioramento dell'attività, si esprime su eventuali progetti di sperimentazione, presenta proposte per un efficace rapporto scuola-famiglia (articolo 5 del  Decreto Legislativo 297 del 16 aprile 1994  e successive modifiche).

Collegio dei docenti
Il collegio dei docenti è presieduto dal Dirigente scolastico.
Ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell'istituto. In particolare, cura la programmazione dell'azione educativa anche per adeguare, nell'ambito degli ordinamenti della scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e di favorire il coordinamento interdisciplinare.

Studenti

Nell’anno scolastico 2018/2019 all’istituto risultano iscritti 120 studenti, ripartiti in questo modo: 3 studenti nella 1° liceo scientifico, 5 nell’indirizzo sportivo, 2 nel liceo delle scienze umane, 18 nelle classi le seconde, 23 nelle classi terze, 24 nelle classi quarte e 45 nelle classi quinte. Il computo totale è tuttavia esposto a variabilità a causa delle frequenti immissioni da altri istituti.

 

Gli indirizzi del Fermi

Dall’anno scolastico 2018/19 l’istituto propone i seguenti indirizzi formativi:

·         liceo scientifico

·         liceo delle scienze umane a indirizzo economico e sociale

·         liceo scientifico a indirizzo sportivo

 

Principi e parole chiave

Orientamento psicopedagogico.

La direzione del liceo Fermi, facendo riferimento all’orientamento che si ispira alla psicoanalisi, sostiene il progetto educativo di una scuola attenta al singolo, che sostenga e susciti il desiderio di apprendere. Gli insegnanti sono chiamati a gestire le difficoltà in équipe, col sostegno di specialisti nella prospettiva freudiana. Tale indirizzo psicanalitico si propone infatti di offrire una base per capire la logica del funzionamento del soggetto e delle sue modalità di essere nel legame sociale. Il risultato è un sapere acquisito che può essere messo al servizio degli operatori per trovare soluzioni ancora inedite, adatte all’unicità del soggetto.

 

 

Il consultorio “Laparola”:

 L’équipe del Fermi, orientandosi sulla psicoanalisi applicata di Jacques Lacan, a partire dai ragazzi che frequentano il liceo, ha messo in piedi due luoghi che funzionano con due tempi e due logiche differenti.

Se il ragazzo ha le sue difficoltà nel sintonizzarsi all’apprendimento, è possibile costruire un percorso individualizzato. Se, invece, è la sua posizione soggettiva che vacilla, si propone il partner per spalleggiarlo affinché il soggetto produca da se stesso una elaborazione di sapere.

È per questo che abbiamo creato una bretella, il Consultorio laparola, dove per i ragazzi e per i genitori che lo domandano ogni volta si fa un posto all’enunciazione soggettiva. Così, in una “continuità” di politica tra il Fermi e il Consultorio, tutto questo ha luogo in una “discontinuità” logica. Il Fermi è così un non tutto per l’altro del Consultorio laparola

Partecipazione a convegni: L’entourage del liceo Fermi rappresenta un’eccellenza nella ricerca di nuove sinergie tra didattica e psicoanalisi. Negli anni ha illustrato i risultati di una simile cooperazione in occasione di tavole rotonde e convegni di carattere nazionale ed internazionale e pubblicato articoli su riviste specializzate. Ne citiamo alcuni:

·         Congresso Europeo di Psicoanalisi PIPOL III intervento del preside Giuseppe D’Arrigo, De résidus, faire un label de qualité. Parigi, giugno 2007.

·         Intervento al Congresso Europeo di Psicoanalisi PIPOL IV, Bruxelles 2009, Un lycée où le coupable peut devenir le roi, Donata Roma. Intervento pubblicato su Mental, revue internationale de psycanalise, décembre 2009, Quel avenir pour l’adolescence?  

·         Relazione del preside Giuseppe D’Arrigo. Incontri del Centro Culturale Candiani di Venezia-Mestre: Adolescenze difficili. 5 maggio 2010.

·         Convegno 28 e 29 Maggio 2010 Rotary International - Istituto freudiano: Il risveglio e l’esilio Gli insegnamenti della psicoanalisi nella più delicata delle transizioni: l’adolescenza. Interventi: Giuseppe D’Arrigo, Donata Roma, Alberto Visini.

·         31 marzo 2012 – “Il desiderio in classe”, con la collaborazione di “Istituto freudiano per la clinica, la terapia e la scienza” e “Antenna del campo freudiano di Pisa”. Relatori: Françoise Labridy (psicoanalista - Nancy) e Noëlle De Smet (insegnante - Bruxelles). Sono intervenuti, per il Liceo Enrico Fermi: Giuseppe D’Arrigo, Alberto Airoldi, Stefania Dalle Coste, Flavio Redaelli, Donata Roma, Franca Sala, Sergio Schneider, Andrea Sozzani, Laura Tombini, Alberto Visini, Donatella Zazzi.

 

·         Intervento all’Antenna dell’Istituto freudiano a Padova dell’Equipe del Fermi nel 2015 su Il lavoro al Liceo Fermi

 

 

·         Congresso Europeo di Psicoanalisi PIPOL VI, Bruxelles 2016, intervento di Donata Roma e Alberto Visini Un padre è degno di rispetto …  un liceo è degno di?

 

Un liceo fondato sul desiderio

La prima garanzia che può essere data al ragazzo, che sia in difficoltà o non lo sia, è di riconoscerne il valore di soggetto. Scrive Antonio Di Ciaccia, psicoanalista, in In classe come al fronte (Quodlibet Studio, 2008 di Noelle De Smet a cura di Donata Roma): «io ti riconosco come soggetto desiderante, anche se non so che cosa tu desideri, e non solo lascio in sospeso questo sapere, ma non lo occludo con il mio supposto sapere. Nell’atto del riconoscimento si accoglie l’altra persona così com’è, non ci si attende da lei nessuna risposta che sia conforme ai desiderata altrui». La scommessa del progetto Fermi è appunto la verifica della possibilità per ogni soggetto di procedere nella propria formazione. Nessuno, né insegnante, né genitore, né psicologo può sapere cosa è meglio per il soggetto. In sede metodologica, la prima fase consiste allora in una verifica del desiderio del minore rispetto alla propria formazione (desidero diplomarmi, desidero lasciare la scuola, cambiare ordine di studi). Solo in un secondo tempo ci si avvia a prendere coscienza delle difficoltà quotidiane (non riesco a stare in classe, non riesco a concentrarmi, ho paura delle verifiche, non riesco a svegliarmi in orario, sono angosciato).

Unicità del soggetto: La garanzia di questo percorso formativo di ampia accoglienza si basa sul riconoscimento dell’unicità di ogni studente e della particolarità del rapporto di ognuno con il sapere; le quali determinano il campo in cui è possibile attuare l’attività formativa. Il soggetto è posto al centro di una progettazione costruita ad hoc sulla propria specificità, fondata in ultima istanza sul desiderio.

Un sapere che non sovrasta il soggetto: Gli obbiettivi didattici non devono essere posti dall’alto come un sapere che sovrasti il soggetto, ne riduca le potenzialità e lo appiattisca nell’oggettivazione della conoscenza. Sono piuttosto un elemento rispetto al quale ogni studente può essere messo al lavoro. In questo modo si ribadisce che il soggetto non deve essere subordinato al sapere, bensì il sapere deve essere messo a disposizione del soggetto affinché egli possa realizzarsi compiutamente.

Il diritto di lavorare ognuno per la propria formazione: Il liceo Fermi è un luogo dove si può lavorare affinché ognuno abbia il riconoscimento della propria soggettività e abbia un posto dove poter mettersi al lavoro con serietà e impegno a partire dal proprio tratto di particolarità. L’atto di responsabilità di pianificare un progetto formativo da parte dello studente viene così stimolato e patrocinato dal corpo docente, chiamato a sensibilizzarsi rispetto alle ingerenze del mondo adulto.

 

Regole a tutela del soggetto discente

Le regole della convivenza e del lavoro scolastico, quando caratterizzate dalla trasparenza e dall'equità, garantiscono il diritto di ognuno a navigare verso la propria meta in acque non procellose. Ha grande rilevanza educativa l’esistenza di regole che, limitando e contenendo l’agire dei singoli (preside, insegnanti, studenti, genitori), tuteli i soggetti uno per uno. Di seguito alcuni esempi delle norme che abitualmente si seguono al Fermi:

Il tabellone delle verifiche: Ogni studente ha diritto a prepararsi adeguatamente per i momenti della valutazione. Al liceo Fermi nessuno studente deve trovarsi nella spiacevole situazione di essere costretto a sostenere molteplici prove di verifica nello stesso giorno. È stato possibile riscontrare che l’adozione di un tabellone delle verifiche apposto alla bacheca della scuola, aiuta gli studenti a tenere sott’occhio le tempistiche delle valutazioni, e allo stesso tempo aiuta gli insegnanti a concertare le attività didattiche evitando spiacevoli sovrapposizioni. La regola che il parco insegnanti si pone è di non superare il numero massimo di tre verifiche scritte alla settimana.

Consuetudini docimologiche: La valutazione non è una sentenza, ad ogni studente in difficoltà deve essere lasciato aperto uno spiraglio di recupero. Ecco perché, in sede docimologica, gli insegnanti adottano, in una scala che va da 1 a 10, soltanto i valori uguali o superiori al 4. Il 5, nei descrittori adottati dagli insegnanti dell’istituto, rappresenta una mediocrità; il 4 invece una non sufficienza. Valutazioni più basse sono umilianti, non producono alcuna utilità e rendono praticamente impossibile recuperare, anche qualora ce ne sia la volontà. Se il desiderio del discente è rimettersi in pari, deve essergli accordata una possibilità reale, e non virtuale, di farlo.

Rispetto delle tempistiche di apprendimento: Il senso della valutazione, a cadenza solitamente mensile - ma opportuna anche a conclusione di un modulo didattico - è di appurare l’avvenuta acquisizione di competenze e abilità da parte del discente. Qualora producesse un risultato negativo, è opportuno non farsi tentare dal formulare un giudizio di valore definitivo. Ogni studente ha tempi propri di maturazione e consolidamento delle conoscenze. Ecco perché gli insegnanti dell’istituto accordano la possibilità di sostenere verifiche di recupero a conclusione di lezioni di ripasso e di corsi di potenziamento pomeridiani (attivi tutto l’anno). È necessario ricordare che, in base alle normative vigenti, l’anno scolastico si conclude non in giugno ma il 31 di agosto. Entro questo termine lo studente del liceo Fermi ha a disposizione ore con l’insegnante, persino in estate, per completare la conoscenza di tutti i moduli del programma.

Rapporto diretto con il preside: Può accadere che in classe si verifichino momenti di incomprensione tra docente e studenti. Il dissapore corre il rischio di una rapida degenerazione, se viene a mancare il ruolo del chiarimento. Il preside del Fermi conosce bene tali dinamiche e offre la sua piena disponibilità ad alunni e docenti per confrontarsi. Che nel suo studio entrino alunni in cerca di rassicurazione o insegnati preoccupati per la situazione di qualche studente, accade all’ordine del giorno. E neanche è raro che entrino insieme.

 

(La vera) inclusività

Tutti gli studenti hanno diritto a un percorso che tenga conto della loro specificità. Se è vero che negli ultimi anni il clima mediatico e le direttive ministeriali vanno sempre più opportunamente nella direzione di un’inclusione all’interno della classe di soggetti stranieri, alunni affetti da disabilità, con disturbi specifici e aspecifici dell’apprendimento, in difficoltà economiche o a rischio di esclusione sociale, è altrettanto vero che la scuola si trova a fronteggiare impasses quotidiane legate alla concertazione di attività didattiche dirette a soggetti tanto differenti tra loro, col rischio di un appiattimento della proposta educativa e di un livellamento verso il basso degli obiettivi minimi. L’entourage del liceo Fermi è convinta che la vera inclusività non sia nella classe ma nel lavoro. Ben lontano da facilitazioni controproducenti, ognuno ha diritto ad una proposta stimolante, seria, efficace e inevitabilmente diversa da quella rivolta ai suoi coetanei. La socializzazione in aula, per quanto urgenza di carattere non secondario, è solo uno degli aspetti concernenti la questione educativa, che Freud annovera fra i tre impossibili (governare, curare, educare).

 

La prassi euristica

A fronte di criticità di varia natura, il rimedio che abbiamo a portata di mano è spesso un rimedio generico, standard, non costruito ad hoc per quel soggetto; si può e si deve invece cercare di capire cosa sta succedendo e dare un segnale che testimoni che abbiamo ricevuto il messaggio; messaggio che non è quasi mai chiaro: sul piano denotativo il senso della frase va in un verso mentre, su quello connotativo, lo studente assegna a quel messaggio un significato completamente diverso. Quindi dare la parola al ragazzo perché, se vuole, dica, è riconoscerlo nella sua singolarità. I docenti del Fermi sono da sempre sollecitati a lavorare in maniera euristica, alla ricerca di soluzioni inedite come inedito è il soggetto. Negli anni, sono stati sperimentati: percorsi individualizzati; percorsi misti, a metà fra il lavoro in aula e quello vis a vis con il docente; percorsi di reintroduzione progressiva nel gruppo classe; attività di tutorato direzionate alla corretta maturazione di un metodo di studio personale; e molto altro ancora.

 

Attenzione al contesto territoriale

L’interesse per la cultura cinese: Sita nel contesto territoriale milanese, e limitrofa al quartiere Sarpi in cui si concentra l’attività abitativa e lavorativa di gran parte dei cittadini di origine cinese residenti in città, la scuola dimostra un considerevole interesse per la cultura e la lingua di questo popolo. Il liceo Fermi si fa portavoce di un’istanza di apertura alla diversità, che è sempre fonte di arricchimento personale. Ciò si riverbera sul progetto formativo, e non secondariamente anche sulla didattica. L’istituto, inoltre, accoglie studenti cinesi, secondo il principio dell’integrazione in cui crede fortemente.

Collaborazione con le associazioni Shoulashou e Long Jia: In cooperazione con l’associazione Schoulashou “diamocilamano”, e con la scuola Long Jia, si organizzano corsi di cinese indirizzati agli studenti che desiderano approfondire la conoscenza di questa lingua. Le lezioni, sia in orario curricolare che extracurricolare, sono tenute da insegnanti madrelingua e di grande esperienza. Le nostre proposte:

·         Corso di lingua Cinese (livello base)

·         Corso di lingua Cinese (livello avanzato)

·         Corso di lingua Italiana per studenti cinesi

Al di fuori del piano curricolare, la collaborazione si estende anche all’organizzazione di tornei sportivi (tennistavolo, pallacanestro, pallavolo). In occasione del Capodanno cinese e della festa della luna si propongono attività speciali dentro e fuori la scuola, per favorire l’incontro di due culture anche attraverso lo strumento del giorno di festa.

Partecipazione al festival dell’arte cinese: Nel 2017 il liceo ha potuto partecipare con entusiasmo al Festival della Cina, ospitato alla Fabbrica del Vapore. Ci è stato chiesto di creare uno stand che potesse rappresentare l’alleanza tra Italia e Cina. Questo è stato suddiviso in tre parti: il primo rappresentava Milano, con pannelli dove gli studenti hanno affisso lavori aventi come oggetto la Madonnina, l’Arco della Pace ed i due palazzi di bosco verticale. Nel secondo, invece, protagonista era la Cina, con rappresentazioni pittoriche e plastiche di fiori di loto, lanterne cinesi e del gallo, simbolo di quell’anno nel calendario cinese. Nel terzo, posto al centro del padiglione, spiccava il nome del nostro Liceo. Nello spazio dedicatoci abbiamo inoltre posto un punto foto, costituito da un albero di carta pesta su cui appendere alcune delle istantanee scattate durante la preparazione del materiale e durante lo stesso festival, oltre ad un quaderno nel quale lasciare un pensiero in cui alle lettere alfabetiche si sono uniti gli ideogrammi. Il tutto è stato realizzato dagli iscritti del liceo, sia italiani che cinesi, assieme. Durante il festival è stata offerta agli studenti che lavoravano allo stand in quei giorni la possibilità di partecipare a due conferenze tenute da università cinesi.

Il liceo collaborerà anche alla realizzazione della seconda edizione del festival in data 13-14 ottobre 2018.

Opportunità didattico-formative in Cina: l’istituto, a partire dal 2019, sarà promotore di una visita didattica ad un campus cinese destinata ai propri studenti dei corsi di lingua e agli studenti del liceo sportivo. La scuola, che aprirà le proprie porte nel periodo pasquale, si trova nel comune di Zeng Zu e dispone di infrastrutture all’avanguardia capaci di accogliere alunni stranieri curiosi di approfondire la conoscenza di una cultura quanto mai distante dal modo di vivere e pensare della civiltà occidentale.

Altre collaborazioni: Il liceo ha aderito con entusiasmo all’iniziativa della Regione Lombardia “Consiglieri per un giorno” nell’anno 2018. Gli studenti sono stati invitati a ragionare sul significato della politica e, in particolare, su quello dell’attività legislativa. Dopo aver ascoltato con interesse l’esperienza dei consiglieri regionali che hanno visitato personalmente l’istituto, hanno preparato in classe una proposta di legge sul tema del cyber bullismo guidati dai loro insegnanti. Insieme agli alunni di altre scuole sono poi stati invitati direttamente nell’aula consiliare del palazzo della regione a discutere la loro proposta, a cui è seguita una simulazione del voto. La direzione del liceo ha espresso la volontà di aderire nuovamente all’iniziativa nell’anno 2019.

A partire dall’anno scolastico 2018/219 verrà avviata anche una collaborazione con il Lions club/distretto scuola di zona 1.

 

Il rapporto scuola - famiglia

Corresponsabilità del patto educativo: Nel progetto del Fermi i genitori non sono semplici interlocutori, ma sono presenti nella loro fondamentale posizione educativa ed è riconosciuto il loro ruolo di insostituibilità. La direzione crede infatti nella necessità di concertare l’agire delle due principali agenzie educative presenti nella vita di un ragazzo: la scuola e la famiglia. Non esiste proposta formativa efficace i cui capisaldi non siano condivisi da entrambe queste polarità, ognuna con i propri oneri e le proprie responsabilità. Da qui la locuzione “corresponsabilità del patto educativo”, che ben rappresenta l’idea di una negoziazione costante e responsabile da parte degli adulti che guidano la maturazione del minore.

La rete di garanzia del soggetto: Le modalità attraverso le quali può essere avviato un intervento che rimetta le cose in movimento possono essere tante, a partire da quelle pedagogiche, didattiche, educative, metodologiche. Ma vi sono anche alcuni presupposti di base, riconducibili agli insegnamenti della psicoanalisi freudiana e lacaniana, che possono essere d’aiuto. La struttura del soggetto, i meccanismi del godimento, il rapporto con l’altro e quello con il sapere sono elementi di una mappa teorico-pratica che, se conosciuta dagli operatori educativi, possono consentire di approntare una vera e propria rete di garanzia. Il soggetto, di qualsiasi disagio soffra, non deve mai essere lasciato solo. Serve costituire un campo in cui genitori, insegnanti, preside, bidelli, segreterie, partner del soggetto si mettano al lavoro e lo sostengano a rimettersi al lavoro. La rete agisce perché il ragazzo possa muoversi tra il suo desiderio, la sua particolarità e il programma per superare le difficoltà che incontra.

I colloqui con il preside: Così come accorda la propria disponibilità a docenti e studenti per il confronto, la figura del preside del Fermi si pone in posizione assolutamente dialogica anche nei confronti dei genitori per negoziare i punti fermi del patto educativo. Anzi, a fronte di criticità relative al contesto scolastico, ma non solo, è prassi che sia lo stesso preside a prendere contatto con l’altra principale agenzia educativa.

Dall’open day all’open Saturday e Thursday: L’istituto, a differenza di molti altri, è aperto alle iscrizioni durante tutto l’anno. Ogni sabato e ogni giovedì il dirigente e gli operatori scolastici accolgono famiglie e studenti – soprattutto studenti – desiderosi di conoscere da vicino la realtà del liceo, i suoi docenti, le sue strutture, i nuclei dei curricoli disciplinari e la metodologia pedagogico-didattica.

Colloqui famiglia – docente: Una volta alla settimana tutti i docenti del Fermi accolgono i genitori dei loro alunni in sala professori per presentare la propria proposta disciplinare e discutere di eventuali problematiche. Non è necessario prendere appuntamento.

Il pagellino mensile: A partire dall’anno scolastico 2018/2019 l’équipe del liceo si impegna a comunicare alle famiglie ogni mese, tramite documento ufficiale, le valutazioni delle singole discipline e il numero di assenze e di ritardi degli studenti. Monitorare costantemente l’andamento scolastico del soggetto garantisce di poter prendere soluzioni tanto tempestive quanto impone la necessità contingente.

 

Formazione in servizio del personale

La responsabilità educativa: La consapevolezza che la relazione insegnante-studente è una relazione asimmetrica è garanzia dell’assunzione di responsabilità da parte dell’adulto. Nel XXI secolo la funzione del Nome del padre è in declino, l’autorità non è più quella di una volta bisogna inventare modi nuovi. Questo declino ha prodotto effetti contraddittori, generalmente mascherando dietro una impossibile simmetria tra educando ed educatore con l’insicurezza di quest’ultimo - quando non con un esecrabile lassismo - è invece opportuno appellarsi nuovamente al concetto di responsabilità educativa. È all’adulto che spetta sempre il primo passo. Lo sanno bene i docenti del Fermi, che sono chiamati a formarsi continuamente anche sul piano relazionale e comunicativo per divenire, da specialisti della propria disciplina, anche dei professionisti dell’educazione.

 

Un trittico di competenze da sviluppare:

·         Tenere conto di inconscio e godimento, i clandestini nelle nostre classi: In base alle teorie freudiane ogni soggetto consta di un sé conscio ma anche di un sé inconscio, quindi non è padrone in casa propria. Ciò, naturalmente, è vero anche per gli studenti che frequentano la scuola. Ogni alunno ha inoltre le proprie modalità di trovare soddisfazione, godimento, e decide in base al suo inconscio se trarrà soddisfazione o meno da quel che gli viene offerto e/o da chi glielo offre. La condizione preliminare della relazione pedagogica è dunque di considerare gli studenti come obbedienti alla propria struttura psichica e alle sue leggi. I saperi trasmessi dagli insegnanti, infatti arrivano agli studenti disturbati da queste due istanze clandestine: il soggetto inconscio e il godimento. Ogni studente si fa un calcolo della soddisfazione che può trarre o no dall’offerta di saperi ricevuta e potrà studiare, imparare, ubbidire oppure opporre rifiuto. Allo stesso modo e nello stesso tempo, in ogni insegnante agiscono le medesime dinamiche. Il risultato di questa partita tra l’insegnante e lo studente, dunque, dipende anche dal soggetto inconscio dell’insegnante e dal suo godimento.

·         Sapere di non sapere: Laddove l’insegnante abbia una conoscenza anche minima di queste leggi regolatrici delle relazioni umane, può incontrare minori difficoltà nel lavoro a scuola. In ogni caso, per gli adulti della scuola è meglio non cercare di indagare o di appropriarsi di un sapere sul soggetto. In questo modo si fa posto al soggetto con la sua particolarità. La prima preoccupazione del soggetto adolescente infatti è sempre di dire no all’altro perché non accetta che sia l’adulto a dirgli in cosa consista il suo bene. Dall’altra parte, invece, ciò che di nascosto tenta gli insegnanti - e forse anche genitori - è il voler sapere e controllare tutto. Il professionista dell’educazione deve certamente possedere la conoscenza della propria materia, della didattica, della metodologia e della pedagogia, ma non ha il dovere (né è in potere) di saper tutto sul soggetto.

·         Dire sì al soggetto: Tener conto dell’inconscio non significa occuparsene; significa saperlo presente e attivo e riconoscere che funziona all’insaputa del soggetto. Tener conto dell’inconscio vuol dire soprattutto restare incompleti nella relazione con lo studente, allontanando il rischio di prevaricazioni, o peggio, di processi di smascheramento. L’interpretazione è forse l’operazione più invasiva a cui si possa sottomettere un soggetto, e va evitata fermamente. L’insegnante potrebbe più facilmente dire “sì” al soggetto restando all’ascolto e mettendosi a propria volta in questione, fermo restando che l’unico obiettivo è quello di metterlo in condizione di poter lavorare e studiare.

Giornate di formazione: Queste e altre tematiche sono l’oggetto delle giornate di formazione, organizzate ad inizio e a conclusione di ogni anno scolastico dal preside e dagli psicopedagogisti, con la partecipazione di tutto il personale dipendente dell’istituto. I docenti, e tutti coloro che concorrono alla gestione o alla supervisione delle attività scolastiche, sono così sensibilizzati a prepararsi adeguatamente prima dell’incontro con il minore. Relazionarsi con i pari, inoltre, favorisce la stretta delle maglie della rete, verso un orizzonte non solo di integrazione, ma di interdipendenza delle competenze personali. Sono queste le occasioni in cui si gettano le basi per la costituzione di una équipe.

Gli incontri di équipe, il valore del lavoro di rete: A cadenza mensile l’équipe del Fermi, comprensiva di dirigente, psicopedagogisti, docenti, operatori scolastici, personale di segreteria ed amministrazione, si riunisce per discutere di casi reali e altamente problematici accaduti dentro e fuori dalla scuola. La direzione infatti crede fermamente nel lavoro di rete, utile a cementare la proposta educativa globale e ad elicitare momenti di riflessività dal forte valore formativo. Può essere veramente un punto di forza, prima di precipitarsi nell’intervenire, condividere un evento scolastico per estrarne il sapere dei soggetti che vi sono inclusi. Il momento della condivisione è indirizzato alla produzione di ipotesi su come rispondere ad una impasse. Cercando di arricchirsi a vicenda del sapere dell’altro, ciascuno può ripensare ed affinare le proprie modalità di azione nel pieno rispetto del soggetto discente; tenendo conto che ci sono tre tempi: il momento di vedere, di comprendere e di concludere. Da soli capita spesso di saltare il momento del vedere per concludere dopo aver interpretato.

Un esempio di testo letto in équipe:

Ho pensato più volte di render conto all’équipe del Fermi del mio lavoro con Vincenzo, eppure mi continua a stupire la difficoltà che riscontro nel farlo. E non perché siano passati 6 mesi, ma perché i 6 mesi passati con lui sono stati davvero una corsa. Una di quelle corse in salita, una salita ripida, ad ostacoli che si sono presentati giorno dopo giorno, diversi ma uguali tra loro. Vincenzo correva, ma non guardava alla meta, anzi quella la sua è stata una corsa dove proprio la meta faceva paura, troppa, ed era meglio fermarsi che arrivare, “tanto Prof. lo so come va a finire”.  A volte si fermava, eppure sapeva bene che il suo grande nemico così avrebbe avuto il sopravvento, ma sembrava che a lui andasse meglio. Per Vincenzo il nemico era il tempo. Esso non apparteneva a lui, non riusciva a gestirlo, lo angosciava. Era il tempo dell’Istituzione, un tempo che angosciava però l’Istituzione stessa con date, scadenze, consegne, percentuali di assenze, medie di voti, programmi da finire. Un professore, l’anno precedente, aveva votato per la non ammissione di Vincenzo all’Esame di Stato, però il C.d.C. aveva votato perché il ragazzo avesse una opportunità per farcela e lo aveva ammesso. Questo stesso professore che l’anno precedente era anche il coordinatore di classe, pensava che Vincenzo non ce l’avrebbe fatta nemmeno questa volta se non si fosse impegnato molto: “Ma devi essere pronto, c’è la maturità, altrimenti sarai bocciato un’altra volta”. E quindi settimanalmente lo incalzava con scadenze riguardo a interrogazioni, verifiche alle quali il ragazzo regolarmente si sottraeva bloccandosi a casa per giorni. E così ho conosciuto Vincenzo a inizio febbraio: inseguito dal tempo presente che si lasciava scorrere fra le mani, inerte, spaventato da quello futuro della maturità, e angosciato dal tempo passato che prepotentemente tornava in tutti i discorsi. Il grande problema che angosciava lui e il coordinatore di classe, era la bocciatura all’esame di maturità l’anno precedente. L’alunno con a carico altre bocciature nel percorso scolastico, più grande dei suoi compagni, invece di riprovarci e farsi coinvolgere dagli insegnanti che tentavano di spronarlo, si assentava e non sosteneva alcuna prova, e così si sentiva inseguito anche da alcuni suoi insegnanti. Quando il Preside mi ha chiesto di vederlo, per programmare alcuni recuperi, aiutarlo nel metodo di studio, e assisterlo nella preparazione non potevo sapere tutto ciò, ma 2 cose mi erano chiare: la prima che lui si era già bocciato, la seconda che se non si riuscivano ad alzare i voti o a fare qualche recupero, le probabilità di essere ammesso erano ben poche. E così siamo partiti, due ore a settimana. Abbiamo cominciato con il fare il punto della situazione, focalizzare le materie da recuperare. Troppe, troppo poco tempo, e “i prof. continuano a spiegare, io come faccio a recuperare?” Il Preside ha proposto a Vincenzo di programmare per lui un recupero delle materie per argomenti, sospenderlo dalle verifiche della classe, fare decidere a lui le date e i tempi. Le mie ore con lui da 2 sono passate a 15 a settimana, e quando non finivamo la parte stabilita andavamo, con il permesso del Preside, qui al parchetto e mangiando una piadina finivamo quanto stabilito mentre lui mi diceva: “Al mio matrimonio, verrà il prof. a dirmi: C. allora l’ultima parte del programma!” Notavo che lui studiava solo con me e anche le mattine, quando a scuola era assente, il pomeriggio era sempre lì. Almeno per i primi tempi, tutto è andato bene. Con l’aiuto della rete e dei colleghi ad aprile aveva recuperato quasi tutte le materie e finito il programma del primo quadrimestre. Preside: Si è creata una sorta di “disputa” tra una professoressa che lo preparava e i docenti della mattina. La mancata presenza alle verifiche negava il valore della preparazione pomeridiana e la preparazione pomeridiana smentiva i docenti della mattina che lo “immaginavano impreparato in quanto assente alle verifiche. Il tentativo lasciando decidere a lui le date delle verifiche è stato quello di superare questo duello, cioè fare in modo che la preparazione corrispondesse ad una presenza alle verifiche. Il problema è stato risolto solo in parte, Vincenzo pur decidendo le date a volte si assentava, anche per malanni fisici, e a quel punto l'assenza era ancora più “grave”. “Ha visto preside pur decidendo lui non viene. È una strada sbagliata se decide lui è un continuo rinvio.” Il duello non era finito. Quello che credo è che si sia tentato di salvaguardare principalmente Vincenzo come soggetto perché non perdesse totalmente fiducia di sé e degli altri. Se come preside tardavo a chiamarlo, si scoraggiava subito: “Al preside non importa nulla di me, lo sapevo da sempre”. L’alunno ha messo a dura prova il lavoro in rete. Ha funzionato in parte. Vincenzo non ha perso fiducia in tutti, si è sentito sostenuto. Allo stesso tempo la rete si è scontrata con la difficoltà di muoversi su un obiettivo comune. Cioè si era concordi sul raggiungere un obiettivo positivo, ma l'esame di stato lo nascondeva. Ad aprile, Vincenzo, già angosciato dall’avvicinarsi dell’esame, non regge la pressione delle richieste continue che gli vengono fatte, non si presenta alle verifiche di recupero e questo preoccupa ancor di più il coordinatore che scrive al preside che lo studente non sta rispettando in pieno il calendario concordato con lui e teme noi gli si conceda una libertà di autogestione dello studio che potrebbe non fargli superare l’esame. Vincenzo si blocca a casa. Ho cominciato ad entrare in angoscia pure io, “ma come dopo tutto il lavoro?”, i colleghi lo cercavano e si chiedevano dove fosse, fino a maggio nessuna notizia. Ho parlato spesso con il Preside e con la dottoressa Roma: cercavamo di mettere in logica quello che aveva funzionato e quello che non aveva funzionato. Aveva funzionato lo stare ai tempi del soggetto e non dei programmi e dei tempi dell’Istituzione, la nostra preoccupazione, la nostra angoscia raddoppiavano la sua, rendendogliela insopportabile e lui poteva solo sparire. Quindi siamo rimasti fermi nel rispettarlo al di là di tutto, ma non fermi nel cercare di stare al passo del soggetto. Il preside ha verificato che anche telefonargli era già persecutorio per lui perché non rispondeva. Allora, dopo qualche giorno, gli ha scritto una mail dicendogli che il Fermi aveva da sostenerlo nel suo lavoro se lui voleva e che solo lui sapeva cosa gli convenisse. E un pomeriggio è tornato. Aveva in mano un vassoio con 2 cannoli. Dentro di me volevo urlargli che fine avesse fatto, perché buttare tutto all’aria, poi prima di parlare ho contato fino a 10, ho respirato, e con il sorriso e un po’ di gastrite gli ho detto: “Allora ricominciamo?”. Lui è rimasto un po’ interdetto, stupito, abbiamo fatto lezione e alla fine mangiando i cannoli mi ha detto: “Io non l’ho delusa prof.? Non è arrabbiata con me?  sa sono un fallito e nessuno crede in me” e io ho risposto “Il prossimo cannolo lo mangiamo in Sicilia, facciamo un viaggio per festeggiare la maturità” ho sorriso e lui mi ha risposto: “è bello venire a scuola quando so che c’è lei, non mi sento solo, e poi questa ricotta è terribile”. E così abbiamo ricominciato. La sua presenza a scuola era continua, i colleghi lo hanno aiutato, gli hanno lasciato gestire i tempi, il Preside lo ha sostenuto e lo ha seguito nella tesina, e io ogni mattina prima di entrare nella mia classe sporgevo la testa nella sua e lui “Prof. sono presente”. Le verifiche andavano bene i programmi stavano per finire e le insufficienze erano poche. Vincenzo è arrivato alla fine alla meta. Quando si è seduto io e il Preside eravamo lì con lui. Vincenzo è stato promosso e tutti abbiamo gioito e tirato anche un sospiro di sollievo.                               Una professoressa del Fermi

 

Ripensare ed innovare la didattica

 

Centralità della spiegazione in classe

Al di là del versante educativo, accade purtroppo sempre più spesso che la scuola fallisca pure nel suo compito didattico-pedagogico. Molte ne sono le cause: la rigidità del gruppo classe e delle tempistiche di erogazione degli insegnamenti, in primis. Questo inevitabilmente assegna una centralità inedita ai compiti a casa, che tuttavia stanno diventando sempre meno esercizio e sempre più studio domestico per una scuola mattutina oggi meno orientata alla preparazione e sempre più preoccupata delle verifiche. Metodologie didattiche di recente nascita, come quella della cosiddetta flipped classroom, non fanno che eludere il problema, avallando un cambio di paradigma quanto mai nocivo per la preparazione degli studenti. L’entourage del Fermi, alla luce di questa analisi, si premura di ribadire l’importanza della spiegazione in classe, il luogo deputato all’acquisizione di abilità e competenze. In tal senso ha sperimentato, nel tempo, proposte didattiche alternative, che vorrebbe presentare come innovazioni. Se di innovazione si deve parlare, infatti, è quanto mai opportuno che esse non siano elaborate in maniera acritica, in nome di un progresso dai contorni troppo sfumati. Non tutto ciò che è nuovo è automaticamente buono. Se il paradigma deve mutare, deve farlo in direzione di un reale miglioramento, puntellato di nuclei concettuali veramente pregnanti.

 

 

Il sapere come terzo elemento tra discente e docente

Ciò che sta al centro del sistema di trasmissione culturale al liceo Fermi, è appunto il sapere. Ma il sapere non può essere localizzato in uno dei due poli della relazione pedagogica. Troppo facilmente nel passato si è visto l’insegnante come il depositario di una conoscenza di origine sacrale, impartita dall’alto come un dogma allo studente. Il sapere è piuttosto confinato in una sfera altra, alla quale sia educatore che educando guardano contestualmente, pur come ampiezza di prospettive diversa. La funzione docente è oggi assimilabile a quella di una guida, che orienti l’intenzionalità del desiderio nei confronti di un’area inesplorata dal soggetto discente. L’insegnante ha oggi il compito di trasmettere, più che nozioni sempre più scarne e avulse dal contesto in cui si realizza la comunicazione, la propria passione per una disciplina. Non solo indicare la direzione, ma togliere l’opaco dagli occhi. Di qui l’importanza della dimensione relazionale nella pratica pedagogica, che solo in classe può essere coltivata. È questa la condizione indispensabile di una didattica efficace che garantisca un reale successo formativo.

 

Didattica laboratoriale

Il laboratorio può essere qualcosa che innova la didattica perché offre un diverso spazio al soggetto. Nel laboratorio infatti l’insegnante può mettersi in una posizione diversa, un po’ più di lato rispetto al ragazzo, lasciandogli uno spazio maggiore. Una strada alternativa d’altronde contribuisce a creare i presupposti tramite i quali lo studente può attivarsi. Il metodo sperimentale porta ad avere a che fare con un sapere che passa attraverso il consenso, attraverso un sì.

Le attività, inoltre, possono essere impostate a partire dall’incontro di due desideri: quello dell’insegnante o dell’esperto e quello dello studente. L’incontro delle due istanze rende il terreno fertile per la trasmissione, oltre che del contenuto, anche della passione. Più i ragazzi hanno l’opportunità di essere partecipativi e attivi, più possono contribuire alla produzione di un sapere; la quale è un’azione ben più significativa della meccanica memorizzazione, come dimostrato in sede accademica dalle ricerche di ambito costruttivista.

Scienze:

In ambito scientifico la scuola organizza attività laboratoriali legate alla chimica, alla biologia e alle biotecnologie, aderendo al progetto CusMIBIO che favorisce l’incontro tra il mondo dell’università e quello della scuola. In passato ha organizzato uscite didattiche presso il dipartimento di mineralogia dell’università degli studi di Milano, presso il Museo della scienza e della tecnica e presso il Planetario. Le classi hanno visitato nell’anno 2018 la mostra della N.A.S.A. Human adventure.

Arte: Il laboratorio di arte ha portato alla realizzazione di progetti concreti. I disegni dell’annuario 2015/2016, ad esempio, sono elaborazioni degli studenti della 1°A, della 3°A e di Cesare Pretti di 4°A guidati dalla loro professoressa ispirati a “La grande onda di Kanagawa” del pittore giapponese Hokusai.

 

 

Composizione delle classi

Nella consapevolezza che il clima scolastico risente in maniera consistente del modo in cui vengono costruite le classi all’inizio dell’anno, la direzione del liceo medita accuratamente questi processi. Ad esempio, è estremamente importante che le classi non siano troppo numerose, perché ogni alunno merita di essere seguito ed indirizzato nel modo migliore dal docente. Ecco perché al Fermi non è raro incontrare classi di 8/10 studenti, che possono giovare del meglio dell’attività didattica. Non è da sottovalutare, inoltre, l’importanza di una corretta gestione degli spazi, che consente di accogliere coscienziosamente il flusso di studenti che ogni anno si iscrive presso il liceo ad attività scolastiche già cominciate.

 

Attività di sostegno ai processi di apprendimento

Ore di recupero per assenze e ritardi: Assenze e ritardi, quando reiterati, portano alla compromissione della preparazione degli studenti, col rischio che ne risenta il dato motivazionale e il senso di autoefficacia. Partendo dal presupposto che situazioni di questo tipo sono sempre il sintomo di un disagio latente o manifesto, e dovrebbero quindi essere avulse da perentorie e troppo facili stigmatizzazioni, il liceo Fermi organizza delle ore di recupero pomeridiane per quegli studenti che ne soffrono in maniera più grave. Seguiti dai professori della mattina, gli alunni hanno quindi una possibilità di recuperare la strada eventualmente perduta senza accumulare ulteriore ritardo.

Corsi di recupero tutto l’anno: A fronte di mediocrità o lacune anche solo supposte, i docenti del Fermi si impegnano ad avviare durante tutto l’anno corsi di recupero pomeridiani. Ciò che preme alla direzione è smantellare il luogo comune per cui le attività di questo genere, organizzate una o due volte l’anno, servano come ultima spiaggia nei casi degli studenti più in difficoltà. Il corso pomeridiano viene proposto all’alunno e alla famiglia ogni qual volta l’insegnante ritenga che sia necessario un potenziamento di alcune discipline; non quindi a quadrimestre ormai concluso, quando il tempo per recuperare si è già esaurito.

Spazio maturità: l’esame di stato è una prova dura, alla quale gli studenti arrivano spesso non impreparati, ma sorpresi. Durante il percorso scolastico, infatti, non hanno avuto occasione di confrontarsi con le modalità di svolgimento se non occasionalmente, non di rado soltanto al quinto anno e in maniera frettolosa. Il liceo Fermi offre quindi uno spazio di studio sia al pomeriggio che nel periodo che separa il termine delle lezioni in aula e la data del colloquio conclusivo. I maturandi sono sollecitati a confrontarsi con i docenti e con il preside sulle strategie più adatte ad approntare la loro preparazione. Durante queste ore possono effettuare domande, chiedere consiglio, simulare le dinamiche della prova orale, mostrare il lavoro di tesi al personale più qualificato per valutarlo e, non da ultimo, palesare le proprie insicurezze a chi ne ha già vissute di analoghe.

 

Innovazioni

Alla luce delle grandi trasformazioni che hanno interessato il sistema dei saperi, il rapporto tra i saperi e le pratiche sociali, nonché la stessa quotidianità di ogni individuo, è oggi necessaria una ricostruzione delle pratiche pedagogiche che ridefinisca e ritrovi gli obiettivi formativi, e che riposizioni i soggetti in uno spazio adeguato alla crescita autonoma della persona. È all'interno di queste considerazioni - e non per una ricerca del nuovo fine a se stessa - che da alcuni anni scolastici il liceo ha messo in atto alcune innovazioni, con la speranza di avviare una riforma profonda della didattica.

Aula per materia: l’istituto non adotta più la suddivisione delle aule in base alla classe che le occuperà, ma designa un’aula per ogni materia di insegnamento. Attrezzare progressivamente gli spazi con arredi e materiali utili alla specifica disciplina serve a conferire un significante ai luoghi dell’agire scolastico, che trovano una definizione in base all'attività che vi si svolge. Uno spazio specifico della materia, inoltre, favorisce senz’altro l’attuazione di didattiche laboratoriali.

Gruppi di livello: in alcune materie, come inglese e cinese, è stata attuata la sperimentazione di gruppi per livello, in cui gli studenti vengono suddivisi per grado di competenza linguistica invece che per età anagrafica o per sezione. Questo aiuta i docenti ad impartire insegnamenti stimolanti per tutti, e alimenta lo sviluppo di alcune dinamiche di cooperazione in generale assai apprezzate tra i ragazzi.

Rientro pomeridiano: il rientro pomeridiano per le classi del primo e del secondo biennio dell’istituto non viene impostato come un doposcuola, né è da considerarsi un semplice prolungamento delle lezioni. È piuttosto uno spazio predisposto per gli studenti in cui poter consolidare le conoscenze acquisite durante le ore del mattino insieme ai propri insegnanti, ideale per lo svolgimento di compiti ed esercizi. Ma, ribaltando la prospettiva, risulta anche utile ai docenti, che hanno da una parte la possibilità di verificare l’efficacia delle proprie lezioni, e dall’altra quella di poter osservare da vicino le abitudini di studio dei discenti, potendo così mettere in atto strategie di potenziamento concretamente efficaci. Le materie che prevedono il rientro all’interno dell’orario curricolare sono italiano, matematica, latino e inglese, scienze.

Percorsi individualizzati: per i ragazzi che palesano difficoltà legate allo stare serenamente in classe con i coetanei, che presentano quadri clinici complessi, che provengono da un passato scolastico accidentato, o che necessitano di modalità e stili di insegnamento peculiari, la direzione propone delle attività costruite ad hoc sulle loro esigenze, il più delle volte fuori dall’aula. La loro natura può essere temporanea, finalizzata ad un progressivo reinserimento nel gruppo, oppure può portare direttamente al sostenimento dell’esame di stato, secondo necessità. La variabilità e la creatività nell’individuazione di percorsi individualizzati che preservino per ognuno la possibilità di procedere all’interno dell’attività formativa nel rispetto del diritto della propria posizione, della propria condizione e dei propri desideri, non è da considerarsi come un fattore di isolamento. Anzi, se la vera inclusività è nel lavoro, è condizione indispensabile per il mantenimento della rotta comune.

 

Offerta formativa

Liceo scientifico

Quadro orario

Materia

Primo anno

Secondo anno

Terzo anno

Quarto anno

Quinto anno

Lingua e lettere italiane

4

4

4

4

4

Lingua e lettere latine

3

3

3

3

2*

Lingua e letteratura straniera

3

3

3

3

3

Storia

-

-

2

2

2

Storia e geografia

2*

2*

-

-

-

Filosofia

1*

1*

3

3

3

Scienze naturali, chimica e geologia

2

2

3

3

3

Fisica

2

2

3

3

4*

Matematica e informatica

5

5

4

4

4

Disegno e storia dell’arte

2

2

2

2

2

Religione

1

1

1

1

1

Scienze motorie e sportive

2

2

2

2

2

 

27

27

30

30

30

 

Filosofia nei primi due anni:

Nel nostro liceo è stata avviata da cinque anni l’introduzione dell’insegnamento di filosofia anche nel primo biennio. Tale insegnamento rivoluziona la tradizionale scansione cronologica per concentrarsi principalmente sulla riflessione intorno al lessico specifico della disciplina. L’osservazione, negli anni, ha fatto emergere una predisposizione maggiore dei ragazzi di quella fascia di età verso il ragionamento; propensione che pare attenuarsi negli studenti del triennio, se non coltivata accuratamente.

Potenziamento di fisica in quinta:

Al fine di consolidare la preparazione in vista dell’esame di stato, la direzione ha scelto di potenziare l’orario di fisica durante il quinto anno.

 

Liceo delle scienze umane ad indirizzo economico sociale

(Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2010, articolo 9 comma 2).

Gli studenti, a conclusione del percorso di studio, secondo le indicazioni ministeriali, oltre a raggiungere i risultati di apprendimento comuni, saranno in condizione di:

·         conoscere i significati, i metodi e le categorie interpretative messe a disposizione delle scienze economiche, giuridiche e sociologiche;

·         comprendere i caratteri dell’economia come scienza delle scelte responsabili sulle risorse di cui l’uomo dispone (fisiche, temporali, territoriali, finanziarie) e del diritto come scienza delle regole di natura giuridica che disciplinano la convivenza sociale;

·         individuare le categorie antropologiche e sociali utili per la comprensione e classificazione dei fenomeni culturali;

·         sviluppare la capacità di misurare, con l’ausilio di adeguati strumenti matematici, statistici e informatici, i fenomeni economici e sociali indispensabili alla verifica empirica dei princìpi teorici;

·         utilizzare le prospettive filosofiche, storico-geografiche e scientifiche nello studio delle interdipendenze tra i fenomeni internazionali, nazionali, locali e personali;

·         saper identificare il legame esistente fra i fenomeni culturali, economici e sociali e le istituzioni politiche sia in relazione alla dimensione nazionale ed europea sia a quella globale;

Quadro orario:

Materia

Primo anno

Secondo anno

Terzo anno

Quarto anno

Quinto anno

Lingua e lettere italiane

4

4

4

4

4

Lingua e letteratura straniera 1 – inglese

3

3

3

3

3

Lingua e letteratura straniera 2 - spagnolo

3

3

3

3

3

Lingua cinese

2

2

2

2

2

Storia

-

-

2

2

2

Storia e geografia

3

3

-

-

-

Filosofia

-

-

2

2

2

Scienze umane

3

3

3

3

3

Diritto e economia

3

3

3

3

3

Fisica

-

-

2

2

2

Matematica e informatica

3

3

3

3

3

Scienze naturali

2

2

-

-

-

Storia dell’arte

-

-

2

2

2

Scienze motorie e sportive

2

2

2

2

2

Religione

1

1

1

1

1

 

29

29

32

32

32

 

Metodologia C.L.I.L.

A partire dal secondo quadrimestre verrà avviata la sperimentazione dell’insegnamento in lingua straniera di diritto ed economia, a cura della professoressa Fasanelli.

 

Liceo scientifico ad indirizzo sportivo

Quadro orario:

Materia

Primo anno

Secondo anno

Terzo anno

Quarto anno

Quinto anno

Lingua e lettere italiane

4

4

4

4

4

Lingua e letteratura straniera - inglese

3

3

3

3

3

Lingua cinese

1

1

1

1

1

Storia

-

-

2

2

2

Storia e geografia

3

3

-

-

-

Filosofia

-

-

2

2

2

Scienze naturali

3

3

3

3

3

Fisica

2

2

3

3

3

Matematica e informatica

5

5

4

4

4

Diritto ed economia dello sport

-

-

3

3

3

Scienze motorie e sportive

3

3

3

3

3

Discipline sportive – arti marziali

3

3

2

2

2

Religione

1

1

1

1

1

 

28

28

31

31

31

 

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DEL PRIMO BIENNIO LICEO SPORTIVO

Dopo aver verificato il livello di apprendimento raggiunto nel primo ciclo di istruzione si procederà a colmare eventuali lacune e valorizzare le potenzialità degli studenti.

La percezione di sé ed il completamento dello sviluppo funzionale delle capacità motorie ed espressive 

Lo studente acquisirà conoscenze di base sul proprio corpo e amplierà il suo bagaglio di capacità motorie.

Lo sport, le regole e il fair play 

La pratica sportiva si realizzerà privilegiando la componente educativa e la consuetudine all'attività motoria. I ragazzi si impegneranno negli sport abituandosi al confronto e alla collaborazione.

Salute, benessere, sicurezza e prevenzione.

Lo studente conoscerà i principi fondamentali di prevenzione per la sicurezza personale in palestra adotterà i principi igienici e scientifici essenziali per mantenere il proprio stato di salute e migliorare l'efficienza fisica.

Relazione con l’ambiente naturale e tecnologico 

L'attività in ambiente naturale sarà un'occasione per imparare ad orientarsi e recuperare un positivo rapporto con l'ambiente esterno.

 

 

Insegnamento delle arti marziali:

Nella vastità di prospettive che offre l’insegnamento di discipline sportive, l’istituto ha deciso di proporre un approfondimento sulle arti marziali, il cui ruolo nella cultura cinese è di comprovata importanza. Gli studenti, durante l’anno scolastico 2018/2019, potranno infatti giovare dell’esperienza dei maestri di Kung Fu provenienti dalla zona del tempio Shaolin, oltre che dei loro insegnanti.

 

L’insegnamento della lingua cinese

L’offerta formativa dell’istituto prevede per gli studenti di tutti i curricola scolastici la frequenza di lezioni di lingua cinese. Le lezioni solitamente si svolgono al mattino, una volta a settimana, e la didattica viene impostata su gruppi di livello, per garantire a chi incontra per la prima volta questa lingua e questa cultura di migliorare secondo tempistiche adeguate. Gli studenti interessati ad un maggior approfondimento dello studio della lingua cinese potranno seguire un corso presso la scuola Long Jia.

 

L’insegnamento di italiano L2

Il parco insegnanti del liceo annovera dei veri e propri specialisti dell’insegnamento dell’italiano agli stranieri. I corsi vengono cuciti intorno alle necessità del discente nell’ambito del sistema di riferimento QCER, e possono svolgersi nei mesi di giugno e luglio, al fine di preparare il ragazzo ad entrare in classe l’anno successivo. Parimenti durante tutto l’anno vengono organizzati corsi mattutini e pomeridiani di potenziamento. Durante le ore curricolari, invece, tutti gli insegnanti si premurano di utilizzare, secondo necessità, la lingua veicolare inglese per trasmettere i nuclei si sapere comune a tutta la classe, mentre parallelamente costruiscono moduli didattici ad hoc per gli alunni stranieri.

 

Laboratori e sperimentazioni

L’importanza di lavorare in gruppo

Il desiderio degli studenti della scuola, in accordo con l’applicazione della legge ministeriale che prevede 200 ore obbligatorie di alternanza Scuola-Lavoro, ha trovato luogo nella vivacità creativa, nella collaborazione tra allievi e tra allievi e insegnanti. Quello che è importante non è solo il prodotto finale, ma soprattutto il desiderio, la creatività, la collaborazione, il lavoro di gruppo per un obiettivo comune che ha permesso e permette di acquisire conoscenze, abilità e competenze relative all’ambito lavorativo, ma non solo.

 

Il sistema di alternanza scuola/lavoro

Per scelta della dirigenza, gran parte delle 200 ore di alternanza viene svolta tra il terzo e il quarto anno. Viene lasciata certamente la possibilità agli studenti di organizzare da soli la propria progettazione, se manifestano il desiderio di frequentare attività lavorative extracurricolari. D’altra parte, il parco docenti del Fermi organizza anche attività interne come simulazione d’impresa, fra cui si annoverano corsi di scrittura creativa e corsi di cinema, vero fiore all’occhiello della ricerca sulle dinamiche laboratoriali. Si riporta di seguito un quadro sommativo delle principali iniziative messe in atto negli anni passati. In particolare va citato il progetto Dono/nodo, premiato da papa Francesco nell’ambito della giornata nazionale del dono. Il pontefice ha accolto personalmente a Roma una delegazione di studenti ed insegnanti del Fermi per congratularsi per il lavoro svolto.

 

Cinema

Progetti e premi:

·         Dono/nodo (2017): la 3A della scuola ha partecipato al progetto #DonoDay2017 scuole realizzato dall'Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR). Il progetto, nato per diffondere la cultura del dono in tutti i suoi aspetti, era rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Le attività hanno portato alla realizzazione di un video che raccontasse cosa significa donare o ricevere. La scuola ha partecipato così alla 3^ edizione del video contest DonareMiDona Scuole - racconta la tua idea di dono, conquistando il premio della giuria tecnica (composta da membri selezionati da IID, MIURInsolito Cinema). Lo spot diretto dalla prof.ssa Francesca La Mantia, coordinato dalla prof.ssa Sara Costeri e con l’aiuto tecnico di Andrea Paoletti, si basa sull’idea di fondo che Dono è l’anagramma di Nodo, e che donare vuol dire in fondo legarsi, creare una rete e una catena di solidarietà. Le scene sono state girate nei luoghi più belli della città dai ragazzi muniti di telecamera, e gli allievi stessi hanno pensato alla musica e al montaggio, corredandolo di immagini aeree.

·         Un video di 3 minuti e 30 secondi (2015), prodotto dagli studenti del Liceo per raccontare le sei opere d’arte divenute icone del palinsesto culturale del Comune di Milano per “Expo in Città”. Il lavoro del gruppo di allievi dell'istituto di via Alfieri, guidati dalla professoressa Francesca La Mantia, li ha portati ad aggiudicarsi il primo premio VideomakARS, concorso dedicato a team di giovani under 30 e promosso da Fondazione Italiana Accenture e Fondazione Milano-Civica Scuola di Cinema con il patrocinio di Palazzo Marino.

Nel video trovano spazio Il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo, Il bacio di Filippo Hayez, Lo sposalizio della Vergine di Raffaello Sanzio, La Pietà Rondanini di Michelangelo, il Concetto spaziale di Lucio Fontana e L'ultima cena di Leonardo da Vinci, con un obiettivo: "spingere turisti e cittadini a vivere e conoscere la Milano metropolitana e città d’arte durante Expo 2015 anche attraverso la valorizzazione di queste sei opere d'arte". 

·         Patmos, memoria di una strage (2017): Il documentario “Patmos, memoria di una strage”, rientra nel bando del concorso nazionale “Tracce di memoria 2017” rivolto alle istituzioni scolastiche del territorio nazionale e promosso dalla Rete degli archivi per non dimenticare, con la collaborazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il documentario è stato realizzato dagli allievi di 4° A, diretto dalla prof.ssa La Mantia e coordinato dalla prof.ssa Costeri. Il concorso prevedeva di trattare il tema delle vittime del terrorismo o della mafia, e gli allievi hanno scelto di occuparsi della strage di Piazza Fontana. Prima della realizzazione del documentario sono state fatte ricerche storiche in archivio. Gli allievi hanno poi conosciuto i luoghi e i protagonisti di quel periodo. Il prodotto finale, realizzato in collaborazione con Anpi Crescenzago e con l’Associazione familiari vittime di piazza Fontana, è corredato da spezzoni di film del periodo, articoli, foto ed è dedicato a Carlo Silva, l’uomo che purtroppo era seduto su quella maledetta valigetta, morendo sul colpo. A rendere memoria a Silva sono le parole del figlio Paolo, che ha accompagnato personalmente i ragazzi alla Banca dell’Agricoltura dove sono state fatte le riprese. Inoltre sono statti intervistati Fortunato Zinni, impiegato della banca superstite, Claudia Pinelli, il cui padre solo nel 2009 è stato riconosciuto come vittima innocente della strage di piazza Fontana, e Cristina Franceschi, sorella di Roberto Franceschi vittima degli scontri con la polizia negli anni ’70. La pellicola, della durata di 20 minuti, è corredata di musica originale e di interviste inedite.

·         Milano (2016): Corto vincitore del contest Mi Immagino promosso dal Comune di Milano e dal Comitato Brand Milano nel 2015/2016. Il video, diretto dalla prof.ssa La Mantia, è stato realizzato dalle classi 1° A e 3° A e racconta in modo diretto e divertente come i ragazzi immaginano una metropoli a loro misura che possa abbattere le differenze tra il centro e la periferia.

Scrittura creativa

Pubblicazioni e concorsi letterari

·         Cambio scuola/cambio vita (2017): Il libro, realizzato dagli alunni di 4A, diretto dalla prof.ssa La Mantia, coordinato dalle prof.sse Gelardi e Costeri, è stato ideato come vero e proprio progetto editoriale, corredato da immagini, foto, curato a livello tipografico. Insomma un vero e proprio libro, che ha partecipato al Progetto Premio letterario “Storia e storie della nostra scuola” (tra i promotori e gli organizzatori: Gruppo Tre del Rotary Club Milano Sud Ovest ed altri gruppi, Centro Nazionale Studi Manzoniani, Questura e Ufficio Scolastico Territoriale di Milano) ponendosi lo scopo di rappresentare “l’anima della scuola”. La novità consiste nella scelta letteraria fatta dagli allievi. Essi per parlare della storia della scuola hanno deciso di raccontare la storia di Pietro, un personaggio d’invenzione che fosse la sintesi di tutte le loro esperienze. Pietro è infatti un ragazzo che arriva al Liceo Fermi dopo aver cambiato scuola; è timido, non conosce nessuno ed è anche insicuro nelle sue capacità. Nonostante il suo rapporto con l’istituzione scolastica sia pessimo, a poco a poco riesce ad appassionarsi a ciò che accade al Fermi, e il suo rapporto con gli insegnanti, con i genitori, con i suoi compagni cambia in positivo. Ma quello che importa di più è che, dopo un percorso pieno di ostacoli, Pietro riesce a trovare il desiderio per lo studio.  Insomma, cos’è la storia di una scuola se non quella dei ragazzi che ne fanno parte?

 

 

Servizi aggiuntivi

Esami di idoneità

Il liceo effettua gli esami di idoneità alle classi seconda, terza, quarta e quinta, sia per studenti interni che esterni. Offre inoltre servizi di consulenza, valutazione ed assistenza programmi per coloro che lo richiedano. Anche a livello della singola disciplina, è prevista la possibilità di fissare dei colloqui con i rispettivi docenti, uno spazio di ascolto delle problematiche relative a metodo di studio, stili di apprendimento, strategie motivazionali. In genere da questa attività non deriva una grande immissione di studenti per l’anno successivo, ma quando accade che uno studente decida di iscriversi all’istituto dopo aver sostenuto l’esame, la direzione è felice di accoglierlo.

Accoglienza privatisti per l’esame di stato

Su assegnazione del Miur, il liceo Fermi offre ai privatisti la possibilità di sostenere l’esame di stato all’interno delle proprie strutture. Gli studenti che lo desiderano possono partecipare allo spazio di ripasso gratuitamente, e beneficiare della consulenza del personale secondo le modalità e le tempistiche che preferiscono.

         settembre 2018